domenica 4 maggio 2014

Pulp Fiction: 20 anni dopo è ancora un successo

John Travolta e Samuel L. Jackson in una celebre scena, da www.cinefarm.it
Ormai sono passati 20 anni da quando Quentin Tarantino ha lanciato sul grande schermo quello che da subito è stato destinato a diventare un cult: stiamo parlando di Pulp Fiction. Questo film consacrò Tarantino da astro nascente a regista di grande fama, inoltre rilanciò un John Travolta ormai in ombra e consacrò la già promettente Uma Thurman. Riuscì nella straordinaria impresa di pareggiare (e probabilmente superare) il successo del suo predecessore, Le Iene, e ha la possibilità di superare sè stesso: il 7,8 e 9 Aprile, infatti, Pulp Fiction verrà proiettato nuovamente nelle sale. Questa nuova proiezione può essere un ottimo pretesto per gustarsi nuovamente la pellicola e le grandi interpretazioni di Samuel L. Jackson, Bruce Willis e John Travolta, ma anche un incentivo per le nuove generazioni a vedere per la prima volta questa colonna portante della storia del cinema. Una volta in sala, ci troveremo di fronte il solito capolavoro di Tarantino, "l'originalità della violenza, la violenza dell'originalità", come veniva definito da uno slogan promozionale del primo release. Ci saranno sempre ad aspettarci il sangue un po' comico, la scatenata gara di twist, la celebre battuta "Sono il signor Wolf. Risolvo problemi." e la citazione di Ezechiele 25:17, entrata ormai a far parte della leggenda, citata a memoria da migliaia di appassionati, quasi tutti inconsapevoli che in realtà il passo della Bibbia dica tutt'altro...
 
In conclusione, il ritorno di Pulp Fiction nei cinema è un'occasione da non perdere, da vedere assolutamente! Anche se, con tutta probabilità, nemmeno questa volta scopriremo cosa c'è veramente nella valigetta...

Di Enrico Saggiorato

giovedì 24 aprile 2014

B

http://bancadati.informagiovanipiemonte.it/schede-orientative/schede/1645/lavorare-come-comparsa-torino

martedì 8 aprile 2014

Avengers 2: la Val d'Aosta diventa la Serbia

Dopo essere stati in Sud Africa, le riprese di The Avengers: Age of Ultron girate in Italia in Val d' Aosta

Vista dall'alto del Forte di Bard http://magazine.quotidiano.net/enogastronomia/files/2011/12/bard.jpg


Entusiasmo tra gli abitanti della bassa valle alla notizia arrivata direttamente hollywood qualche mese fa che molte scene del sequel di "Avengers" (che ha incassato in tutto il mondo 1.518.594.910 di dollari) sarebbero state girate presso il pittoresco “Forte di Bard” e nei borghi storici adiacenti, Verrès, René de Challand, Pont-St-Martin, Donnas e Hône.

200 gli italiani al lavoro per il set, mentre inglesi e americani sono 180. Ben 400 le comparse. Complessivamente le scene girate in Valle d'Aosta rappresentano 15 minuti del film, la cui regia è firmata anche questa volta da Joss Whedon.

La location in realtà nel film rappresenta una città dell’Europa orientale conosciuta come Sokovia, con alcuni dei cartelli in giro per il set scritti in lingua serba, ma probabilmente il nome del forte verrà mantenuto con l'appellativo "Fort Bard" che la trope utilizzava durante le riprese. Dalle notizie e dai video rubati dal set blindato condivisi su Youtube sembrerebbe che una scena includerà Baron Von Strucker (Thomas Kretschmann) e alcuni suoi soldati che respingeranno l’attacco in volo di Iron Man (Robert Downey Jr.).

Le riprese sono terminate il 30 marzo dopo una intensa settimana che tra auto rovesciate soldati e combattimenti ha visto trasformare il paesino montano in un set "hollywoodiano" popolato da super-professionisti. Alcune voci danno però già il ritorno della troupe al forte tra un mesetto per concludere alcune scene previste.

L'appuntamento quindi è al cinema con The Avengers: Age of Ultron che uscità 1° maggio 2015 e sarà il capitolo conclusivo della Fase 2 della Marvel iniziata il 24 aprile 2013 che includerà anche gli imminenti Captain America: The Winter Soldier (26 marzo 2014) e Guardians of the Galaxy (1 agosto 2014).

Ludovico Bossi

domenica 6 aprile 2014

Star Wars: la storia infinita

Star Wars. Tutti noi abbiamo sentito nominare la saga almeno una volta, molti di noi l'hanno seguita fin dall'inizio con l'esordio di George Lucas.



Nel 1977 esce il primo capitolo, chiamato inizialmente "Guerre stellari" poi rinominato "Episodio IV: Una nuova Speranza" quando divenne sicura la creazione di un seguito. L'intento del regista infatti era di continuare una storia già iniziata e infatti nel 1997, esattamente venti anni dopo, grazie all'avvento di nuove tecnologie digitali ed effetti speciali, nasce l"Episodio I: La minaccia fantasma". Il regista rimane lo stesso, Lucas, che si occupa anche della sceneggiatura.

La storia riprende con gli Episodi I, II, III, dove l'attenzione viene spostata sul bambino Anakin, che diventerà Darth Vader, l'acerrimo nemico del giovane protagonista dei precedenti episodi, Luke Skywalker. In questo modo si scoprono le origini del padre di Luke, il suo passaggio al Lato Oscuro della Forza, la storia e la fine della Repubblica e l'avvento dell'Impero Galattico governato dall'ex cancelliere Palpatine.

Nel 2008, tre anni dopo l'uscita dell'ultimo film, il terzo episodio, esce The Clone Wars: diretto da Dave Filoni, narra le vicende di Anakin e Obi-Wan ambientate nel lasso di tempo che intercorre tra il secondo e il terzo episodio.

Ma com'è nata questa così coinvolgente e appassionante saga? Un'intervista riesce a raccontare tutto ciò che nella mente del celebre regista George Lucas ha creato la ancora oggi famosa saga.






Molti non sono a conoscenza del fatto che a maggio 2014 negli studi londinesi di Pinewood inizieranno le riprese di Episodio VII, pellicola affidata alla regia di J.J. Abrams, che si è assunto il compito di rilanciare la space opera.
Dal comunicato stampa ufficiale è stato diffuso che la trama tratterà di 30 dopo i fatti avvenuti nell'Episodio VI- Il Ritorno dello Jedi; inoltre nella nuova pellicola diventerà protagonista un nuovo trio di giovani, anche se si rivedranno attori come Mark Hamill, Carrie Fisher, Harrison Ford.

Il JediNew,un fantasite solitamente affidabile, rivela che le riprese sarebbero già in corso in Egitto, al Cairo.
La data dell'uscita del film sembra già fissata al 18 dicembre 2015.
Il nuovo episodio sarà prodotto in casa Disney, il fatto ha riscosso molta attenzione da parte dei Media perché rivelata inaspettatamente durante la conferenza del 18 marzo, indetta per discutere i risultati finanziari dell'ultimo periodo.
Bob Iger, il boss della major,non è stato comunque molto esauriente: "So che vi aspettavate altre notizie sull' Episodio 7, ma siamo ancora nelle fasi iniziali, per cui non posso condividere altro con voi. Ma la pre-produzione procede a ritmo spedito e dai concept art che ho visto finora, il film sarà straordinario. Ma non posso aggiungere altro o finirei nei guai".Tutte queste informazioni non danno certezze ai fan, che sperano di ricevere le prime informazioni ufficiali il 4 maggio, lo Star Wars Day.
I dubbi sulla riuscita di questo film sono innumerevoli dal momento che, a parere di molti, sarebbe difficile non deludere i tanti followers con tre nuovi protagonisti.

Star Wars- Episodio VII rimane uno dei film più attesi ma chissà se sarà all'altezza dei suoi predecessori.


Locandina di Star Wars: Episodio IV- Una nuova speranza

Chloé Friard e Beatrice Rossini

sabato 5 aprile 2014

Pena di morte oggi: la situazione nel mondo.

Oggi sono 58 gli stati che applicano la pena di morte.
Nel 2013 ci sono stati di questi tipi di esecuzione in 22 paesi, anche se il maggior numero delle pene è stato attribuito a solamente sei paesi: Cina, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Stati Uniti d'America e Somalia, secondo Amnesty International.
Sono invece state emesse sentenze capitali in 57 stati.
Glenn Ford, da 'UNF'
 
Recentemente ha fatto il giro del mondo la notizia riguardante la scarcerazione di Glenn Ford: egli, residente a New York, era stato condannato nel 1983 alla pena di morte, e rimase in carcere per oltre 30 anni. L'ormai sessantaquattrenne si era sempre dichiarato innocente e infatti, dopo esami più approfonditi sull'accaduto, si scoprì la sua mancanza di colpa.
Era stato, 30 anni fa, accusato di aver assassinato un gioiellere, ma per colpa dell' incompetenza degli avvocati e pregiudizi razziali, era stato lo stesso condannato.

Vicenda simile è accaduta a Iwao Hakamada, 78 anni: anch'egli restò nel braccio della morte per tempo lunghissimo, 48 anni, e venne scarcerato dalle prigioni giapponesi poco fa, data prova della sua innocenza grazie a un test di Dna.
Accusato di aver ucciso l'intera famiglia del suo ex datore di lavoro, era stato imprigionato nel 1966 e condannato alla pena capitale due anni dopo.
Sempre ritenutosi innocente, si ebbe l'assoluta certezza della sua incolpevolezza per l'appunto grazie a questo test del Dna, che indicava che il tipo di sangue lasciato su alcuni vestiti apparteneva non a Iwao, ma ad un pluriomicida.
A ciò seguì un notevole atto di accusa contro la giustizia nipponica.


Fatto accaduto a Gennaio 2014, invece, ha scosso l'America:
Dennis McGuire, detenuto dell'Ohio e condannato nel 1989 alla pena capitale, è morto dopo esattamente 13 minuti del dolore più assoluto, tra urla strazianti. Uguale sorte è toccata a Michael Taylor, 47 anni, condannato di stupro e assassinio nello stato del Missouri nel 1989.
Infatti, in seguito alla decisione delle case farmaceutiche di non fornire più prodotti barbiturici, l'America dovette presto trovare un altro modo per eseguire le pene capitali, sperimentando nuovi 'cocktail fatali', che avrebbero dovuto essere efficaci quanto i precedenti ma che hanno avuto effetti dolorosissimi sulle vittime.


 In seguito a questo accaduto sconvolgente molti abolizionisti e associazioni hanno ricordato che mai in passato una persona morì, in seguito a pena capitale, in modo così atroce, nè con la sedia elettrica nè con iniezioni letali, sottolineando comunque che mai esisterebbe un modo 'umano' per uccidere una vita.

Sedia elettrica, da 'Corriere della Sera'




In Virginia invece, hanno trovato un'altra soluzione alla protesta delle case farmaceutiche: il ritorno alla sedia elettrica, votata dalla Camera.
In precedenza i condannati erano liberi di scegliere fra l'iniezione letale e la sedia elettrica, fino a quando quest'ultima venne abolita. Oggi quindi ci si pone di fronte a un nuovo problema: la sedia elettrica potrà completamente sostituire l'iniezione letale?
Altri stati americani invece considerano l'idea di reintrodurre l'impiccagione, camere a gas e plotoni d'esecuzione.


                                                                                                              Chloé Friard

Bookstock Village 2014: L'Europa a 16 anni


Anche quest'anno torna il Bookstock village, l'area del Salone Internazionale del Libro di Torino, dedicata in particolare a bambini e giovani da 0 a 20 anni, finanziata dalla Compagnia di San Paolo.

Andrea Bajani al Salone del Libro 2013
Per gli adolescenti i riflettori sono puntati su L'europa a 16 anni, progetto sviluppato dallo scrittore Andrea Bajani ed evoluzione del precedente il Vocabolario allargato, ideato nell'edizione 2011 del Salone.

Quest'anno l'Europa, concepita come un grosso contenitore vuoto, è stata messa sotto lo sguardo di 15 studenti di Torino e 12 studenti di Berlino, posti intorno ad un tavolo 'virtuale', che hanno collaborato a distanza per definire un vocabolario in grado di raccontare l'Europa, di riempirla di contenuti reali, quotidiani, appartenenti al bagaglio culturale di entrambi i gruppi.

L'Europa descritta parla di emigrazioni, attrazioni, ostacoli e i tentativi per superarli. Le parole che sono state individuate sono: Stormo, Pelle, Nonostante, , Circo, Chiocciola, Magnete, Brace, Ancora e Sipario, alle quali sono stati affiancati 10 rispettivi autori-guida per interpretarle.



                                                                                                    di Martina Locastro




                                                                                     










venerdì 4 aprile 2014

Un buon Non Oscar


 


Volendo citare (parafrasandolo) il grande classico Disney "Alice nel Paese delle Meraviglie", eh sì, possiamo dire che per il povero Leonardo Di Caprio la notte del 2 marzo 2014 sia stato un vero e proprio "buon non compleanno", durante il quale ha ricevuto in dono un bel Non-Oscar. Avendo avuto il privilegio di ammirare le interpretazioni di questo eccezionale attore in film attrettanto eccezionali come "The Aviator", "Blood Diamond", "Shutter Island" (per citarne solo alcuni), tutti i fan di Di Caprio (tra i quali mi annovero) aspettavano, nella famosa notte che incorona i "grandi" del cinema, di poter finalmente assistere, dopo anni di trepidante attesa, ad un trionfo del loro eroe per la sua interpretazione nel film di Martin Scorsese "The wolf of Wall Street". Pare che Di Caprio sia affetto dalla cosiddetta "maledizione del Titanic", qui ben esposta dal nostro buon Matthew McConaguey (vincitore dell'Oscar per Miglior Attore Protagonista):
 

Naturalmente, quando ad un grande entusiasmo per un evento segue un'altrettanto grande delusione, il pubblico internettiano si sfoga con battute, frecciatine ecc...e non è stato diverso per il "caso Di Caprio". Qui ne riporto alcuni simpatici esempi tratti da Twitter, il social network sarcastico per eccellenza:




Ah e dimenticavo...Ci sono anche le immagini...molte immagini che popolano il web, ma questa è sicuramente la più straziante:






Leonardo Di Caprio all'annuncio della vittoria di McConaguey, da www.happyblog.com

                             
Francesca Romano


L'allevamento amatoriale, intervista ad un proprietario : cos'è e perchè sceglierlo

Quando si tratta di acquistare un cucciolo molto spesso ci si rivolge ad allevamenti tradizionali, ovvero allevamenti certificati e riconosciuti che si impegnano nella selezione di elementi geneticamente ineccepibili, centri in cui l'allevamento è una vera e propria professione.
 
La domanda è: è davvero la scelta migliore? E quali altre possibilità abbiamo?
 
Ci sono molte altre opzioni da prendere in considerazione al momento della scelta del proprio cucciolo, che molto spesso tuttavia vengono trascurate perché poco conosciute o considerate meno affidabili ( canili, privati, allevamenti amatoriali ecc..)
Noi ci siamo posti il problema e ci siamo recati sul posto, in un allevamento amatoriale di Golden Retriever situato nei pressi di Torino" I Golden dell' Abate " , per rispondere ai più frequenti interrogativi dei neo-padroncini intervistando il proprietario dell'allevamento, il sig. Walter che da sua moglie ha acquisito un profondo amore per questa razza.
Ci presentiamo all'allevamento  ( una casa con ampio giardino) e veniamo accolti amorevolmente dallo scodinzolare di sei Golden e dal sorriso del sig. Walter, il cui cognome non ci viene svelato, tanto è intima l'atmosfera che si viene a creare entrando nel suo verde paradiso degli animali.  Anche quando ci accomodiamo al tavolo per l'intervista non veniamo abbandonati un attimo dalla frenetica allegria dei cuccioloni ma, nonostante le distrazioni, iniziamo.





 I Golden dell'allevamento , foto di Marta Blanchietti
Uno dei Golden si scatena all'aria aperta, foto di Marta Blanchietti 


 
 
Qual è la differenza tra un allevamento amatoriale e uno tradizionale?
I due tipi di allevamenti differiscono sostanzialmente per il numero di cani mantenuti e il trattamento loro riservato; l'allevamento tradizionale è solitamente una proprietà molto estesa che può contenere un gran numero di esemplari ,tuttavia essi vengono tenuti in gabbie quando non sono all'aperto altrimenti la situazione diventerebbe ingestibile ( sorride accarezzando uno dei cani ), io ho solo sei cani e posso assicurare che già cosi c'è un bel da fare.! In un allevamento amatoriale come questo i cani non sono molti, ma vengono tutti accuditi come veri e propri cani da compagnia, dormono in casa nelle loro cucce e scorrazzano all'aperto, in questo modo sviluppano un rapporto stretto con l'uomo che altrimenti non avrebbero, negli allevamenti tradizionali i cuccioli incontrano l'uomo solitamente  all'ora del pasto  e non conoscono l'ambiente domestico , ciò rende loro più difficile ambientarsi una volta adottati.
Cosa garantisce un allevamento tradizionale rispetto ad uno amatoriale?
L'allevamento tradizionale garantisce una genealogia molto valida negli esemplari che seleziona, il fatto di avere più cani permette loro di poter effettuare incroci tra differenti linee di sangue e i cani sono dunque estremamente belli, manca però a questo tipo di allevamento il rapporto uomo -cane. si può quasi definire un mercato di cuccioli ed essendo una professione la vendita è uno degli aspetti più importanti del mestiere dunque l'affetto viene messo un po' da parte.
L'allevamento amatoriale non può essere considerato un mestiere?
( La sua espressione qui diventa rassegnata ma sempre pacata e cordiale) Purtroppo no, di allevamento non si campa, è l'amore profondo per i cani che ti porta a desiderare di selezionarli amorevolmente a casa tua, devi essere disposto a renderli parte della tua famiglia e a fare molti sacrifici, è una spesa enorme  ma i risultati sono impagabili.
A proposito di prezzi, quanto costa un cucciolo?
( Si fa serio) I cuccioli, almeno secondo l'etica di questo allevamento, non hanno prezzo, non si può comprare l'amore di un essere vivente, mia moglie ( fondatrice dell'allevamento) ha sempre rifiutato di vendere cuccioli alle persone venute in visita che prima di chiedere qualunque altra cosa si informavano sul prezzo, mentre volentieri ne regalava alcuni ad amici e a persone che non se li potevano permettere, la cosa più importante è trovare loro una sistemazione perché si possano trovare accuditi e coccolati. Ciò che si paga è solo il lavoro dell'allevatore, loro non c'entrano.
Negli allevamenti tradizionali, a cosa sono dovuti i prezzi esorbitanti dei cani?
L'allevamento tradizionale vende i cuccioli, vive della loro vendita, quello che si paga e  che aumenta notevolmente il prezzo del cane è la genealogia.
Come si scelgono i cani da accoppiare?
Nel nostro allevamento il maschio viene scelto in base alle esigenze della femmina per renderlo il più possibile naturale e garantire anche risultati migliori
Le cucciolate possono essere "prenotate"?
Certo, fortunatamente tante persone cercano un amico a quattro zampe e spesso riesco a sistemare molti  cuccioli prima della loro nascita, ovviamente non prima di aver personalmente conosciuto i futuri proprietari!
Quante cucciolate nascono all'anno?
Non più di due o tre, agli allevamenti amatoriali è permesso solo un certo numero di cuccioli perché devono essere mantenuti in buona salute, gli allevamenti vengono annualmente sottoposti a visite della Asl.
Sottoponete i cuccioli a vaccini? E dopo quanti giorni li consegnate ai nuovi proprietari?
Pochi giorni prima della consegna i cuccioli vengono sottoposti  ad un vaccino, il richiamo deve essere effettuato dal nuovo proprietario presso un veterinario di fiducia. I cuccioli vengono consegnati dopo circa due mesi di permanenza all'allevamento.
Per quanto riguarda i privati? Sono affidabili?
(Fa una piccola smorfia) Io li sconsiglio in realtà, si tratta il più delle volte di gente inesperta che inconsapevolmente rovina una razza effettuando incroci svantaggiosi, i cuccioli possono talvolta  presentare delle patologie e non sono certificati.




Golden fiuta il terreno, foto di Marta Blanchietti
 



 
In seguito ci alziamo, entriamo in casa e ci viene mostrata una cucciolata nata da due settimane, un tappeto di soffici cuccioli che paiono peluches e strisciano ciechi in una cuccetta alla ricerca del calore dei fratellini, difficile non portarseli tutti a casa.
 Infine purtroppo la visita si conclude così come era iniziata, scodinzolio di cani e sorrisi gentili, ma un poco di informazione in più.
 
 
 
 
I cuccioli dell'allevamento dopo due settimane di vita, foto di Marta Blanchietti

 
 
Un ringraziamento speciale va alla signora Teresa Brancale, fondatrice dell'allevamento, senza il suo amore per gli animali tutto ciò non sarebbe esistito.

Di Federica Giuliano

Scuola: sicurezza reale, non di carta

36 ragazzi morti, numerosi feriti: non è il numero delle vittime provocate da una sparatoria, né da un attentato terroristico, né da un'autobomba. E' la cifra delle giovani vite stroncate nelle scuole, a causa o di fenomeni naturali, come le frequenti scosse sismiche, o di una scarsa sicurezza dell'edilizia scolastica, conseguenza delle pessime condizioni di manutenzione degli edifici che ospitano in Italia ben 7 milioni e 300 mila studenti.
crollo del controsoffitto al liceo "Darwin"di Rivoli 
(da http://www.quotidianopiemontese.it)
E' il 22 novembre 2002 e ventisette bambini tra gli otto e i dieci anni e una maestra muoiono per il crollo della scuola elementare di San Giuliano Di Puglia, causato da un terremoto di magnitudo 6.0 . Nella stessa data sei anni dopo, il soffitto di un aula del liceo Darwin, a Rivoli, cede, causando la morte del diciassettenne Vito Scafidi e quattro feriti gravi, uno poi rimasto paralizzato. Infine la Casa dello studente dell’Aquila nella notte del sisma, il 6 aprile 2009, crolla e muoiono 8 giovani universitari.
In Italia la salute e la sicurezza sul lavoro, quindi anche quella nelle scuole, sono regolamentate dal Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008.  Per quanto riguarda le competenze riguardanti la sicurezza sui luoghi lavorativi, la regione Piemonte è particolarmente efficace, anche per l'attivo coordinamento del procuratore Raffaele Guariniello.
venerdì 28 marzo 2014: crollo del cancello
alla scuola media "Frassati"
(da http://www.lastampa.it2014/03/29/cronaca)
P
erchè allora, nelle scuole italiane, si staccano pezzi di intonaco, manca il riscaldamento, ci sono infiltrazioni d'acqua o cadono cancelli? La risposta è semplice: mancano fondi per la manutenzione di edifici ormai vetusti (gran parte delle scuole italiane risalgono agli anni Settanta o prima). L'ente proprietario delle scuole dell' infanzia e del primo ciclo (primaria e secondaria di I grado) è il Comune, mentre la scuola secondaria di II grado è proprietà della Provincia; tuttavia la manutenzione ordinaria (come la revisione della funzionalità di infissi, porte, grondaie...) e quella straordinaria (come la ristrutturazione di bagni, palestre), a carico dell'edilizia scolastica, non riescono a provvedere alle numerose e continue segnalazioni di criticità da parte dei Dirigenti Scolastici.  Nell'attuale situazione di crisi, infatti, i budget degli enti locali destinati alla sicurezza degli edifici scolastici sono in costante decrescita.
 La sicurezza degli alunni, tuttavia, deve essere reale e non basata su documenti e protocolli.
Il neo-premier Renzi, particolarmente sensibile al tema della stabilità delle scuole, che riguarda da vicino tutte le famiglie italiane, ha demandato alla scelta del sindaco l'individuazione degli edifici più a rischio in ciascun comune. A Torino la "lotteria" è stata vinta dalla scuola media "Nigra" di Via Bianzè, alla cui completa ristrutturazione e adeguamento alla norme di sicurezza sono stati destinati ben due milioni e mezzo di euro. Tuttavia sull'opportunità dei criteri di scelta sussistono perplessità, soprattutto da parte degli altri Dirigenti Scolastici, specie di quelli a capo di istituti spesso trascurati da decenni e situati in quartieri periferici, già gravati quindi da forte disagio sociale ed economico. Quanto potrebbe giovare alla collettività, infatti, avere una sola scuola perfetta e le altre che cadono a pezzi?
Giulia Bigliani

Il Liga-pubblico freme per ''Mondovisione''.

''Mai visto un musicista comunicare con il pubblico come sa fare Luciano''
(Fabrizio De Andrè)
Luciano Ligabue tra 120 000 fan. Campovolo 2011 da www.comingsoon.it

Arrivò ad ammirarlo e invidiarlo anche Fabrizio De Andrè, il Liga-pubblico, quelle centinaia di migliaia di persone che solo pochi riescono ad avere ad ogni concerto, ad ogni tour, all'uscita di ogni nuovo singolo.
E' un pubblico speciale e anche Liga lo sa, fatto su misura per lui.

                                         Ligabue, campovolo 2011.discorso finale al suo pubblico. Da www.youtube.com


Dopo tre anni dall'uscita del suo album ''Arrivederci mostro'' il rocker di Correggio torna in scena con ''Mondovisione'', pubblicato lo scorso 26 novembre.
Ligabue all'uscita del nuovo album ''Mondovisione'' da videogazzetta.it
''E' la rappresentazione e la visione, appunto, di un mondo visto dallo spazio, la concezione della terra come se fosse una palla accartocciata'', ha dichiarato il cantautore durante la presentazione dell'album che in pochissimo tempo ha ottenuto il record di ascolti ed è primo per numero di copie vendute.
Prossimo a sfondare e a sentir risuonare il suo nome tra urla di milioni di fan già in fibrillazione per i concerti in programma nei mesi di giugno e luglio a Milano, Roma, Catania, Padova, Firenze, Pescara e Salerno, Liga vuole davvero farlo conoscere a tutti e portarlo in giro, questo Mondovisione.
Ragion per cui ha deciso di intraprendere il tour ''Piccole città 2014, spostandosi tra i centri minori della penisola, anche dove la sua voce non aveva mai rimbombato prima.
Partendo dalla sua città, Correggio, i mini-concerti approderanno in altri undici palasport e saranno per Liga la prova generale prima del debutto vero e proprio del concerto che il 30 maggio allo stadio Olimpico di Roma aprirà ufficialmente le danze ai tanto attesi rock show estivi.

                        Luciano Ligabue nella prima tappa del tour ''Piccole città 2014'' Corregio, Emilia. Da www.youtube.com

E Luciano sarà pronto, ancora una volta, a dare il meglio di se, a stupire la gente, la sua gente, così vera e così viva. Quel pubblico tanto speciale, tutto suo, che sulle note di nuovi brani come ''Per sempre'' e ''Tu sei lei'' così come sui più vecchi e celebri capolavori come ''Certe notti'', è pronto a sognare, ridere, piangere, lottare, soffrire e vincere. E anche stavolta, per tutte le emozioni che proverà, dovrà dire grazie a Luciano Ligabue.




                                                                                                                                      Federica Guizzo
                                                                                                                                      Margherita Toso.




I protagonisti indiscussi del web

Solo nel 2013 sono stati venduti in tutto il mondo circa un miliardo di smartphone, più di uno, cioè, per ogni abitante dell'Europa. Possedere uno smartphone non significa semplicemente avere tra le mani un efficace mezzo di comunicazione, ma un piccolo gioiello tecnologico che con un solo click permette di essere in rete e comunicare con chiunque, condividere ogni momento, assistere in diretta alla vita degli altri, seguire il proprio attore preferito…  Si potrebbe definire la nascita e la successiva diffusione degli smartphone come una rivoluzione globale che ha comportato conseguenze non trascurabili.

Nel 2014 non ci si fa una foto, ma un selfie.
Non si sfoglia il giornale,  ma si apre un qualsiasi social network
Non si apre la buca delle lettere, ma la casella email.
Non si cerca disperatamente una cabina telefonica, ma una presa di elettricità
Non si mandano cartoline, ma si condividono foto su Instagram
Non si scambiano gli indirizzi, ma i contatti Whatsapp
Non si legge un libro, ma l'ebook
Non si partecipa ai comizi elettorali, ma si seguono i politici su Twitter

L'elenco potrebbe proseguire ancora a lungo e probabilmente non sarebbe mai completo visto che il mondo digitale è in continua evoluzione.
Artefici di questa contagiosa trasformazione di usi e costumi sono sempre più i giovani
cosiddetti "nativi digitali", perché abituati fin dall' infanzia a confrontarsi con le nuove tecnologie, che adattano ogni tendenza all' ambiente virtuale creandone così sempre di nuove.
 Per citarne alcune, le nominations non sono altro che una rimodernizzazione delle mai troppo viste "Catene di Sant' Antonio" che minacciavano di tremende sventure chi avesse deciso di interromperle, i tanto osannati fashion bloggers solo giovani nullafacenti a cui va attribuito il grande merito di aver compreso che i giornali di moda erano ormai obsoleti, molto meglio crearsi un personaggio in carne ed ossa, una vera icona di stile alla portata di tutti che dispensasse utili consigli di outfits alle fashion victims in crisi d'identità, gli agghiaccianti video di violenza tra ragazzi frutto di un bisogno impellente di documentare fatti realmente accaduti per poterne dimostrare la veridicità senza incappare in opinioni contrastati.
Violenza senza filtri  Alessandra Sacchi
Etica? No grazie, solo estetica      Elisa Ciccarese
Nomination, una tendenza contagiosa      Vittoria Grassi


Nomination, una tendenza contagiosa




#necknomination #beer #drink #neck&nominate questi sono solo alcuni degli hastag di cui i social pullulano in questi primi mesi del nuovo anno tanto che anche i meno social addicted parlano di questo nuovo fenomeno. La necknomination contrariamente a quanto si pensa non è nata in Australia ma decisamente più vicino a noi, in Gran Bretagna, quando il 25 dicembre scorso il ventiseienne Ross Samson, rugbista dei London Scottish, dopo essersi filmato mentre beveva una birra ha deciso di pubblicare il video su Facebook invitando a fare lo stesso “chiunque non fosse nato quel giorno”. Il post, citando il termine utilizzato dallo stesso Samson, "è rimbalzato" invadendo sempre piu homepage e diffondendosi a macchia d'olio, con una velocità sorprendente anche per un social network, tra i giovani di tutto il mondo.
L'essenza del gioco è contenuta nel nome, infatti questo consiste nel riprendersi mentre si beve una birra, del vino, un super alcolico, un cocktail o qualsiasi altra bevanda contenga un alto tasso alcolico (neck infatti simboleggia il collo della bottiglia) e successivamente scegliere altri amici - fino ad un massimo di 4 - a cui affidare il compito di sostenere la medesima prova (celebre la frase finale dei video “I nominate...”). Chi viene nominato deve rispondere con un suo video entro 24h per non  incappare nella penalità: pagare da bere a tutti gli amici.



Un esempio di Necknomination


La grandissima adesione ha fatto sì che nascessero diverse modalità di svolgimento (per esempio bere più di chi ti ha nominato oppure cimentarsi in prove ardue post bevuta) o variazioni rispetto all' “originale”, tanto che alcuni ragazzi a seguito della loro nomination hanno perso la vita.
E' quasi superfluo aggiungere che questa nuova moda ha immediatamente attirato l'attenzione dei media e delle autorità, sono sempre di più le richieste da parte di  genitori e  insegnanti (come il preside del Liceo Volta di Milano che ha scritto una lettera aperta ai suoi studenti) di fermarla o almeno controllarla – non è da sottovalutare il fatto che la nomination presupponga il consumo di alcool non direttamente controllabile e dunque coinvolga molto spesso ragazzi al di sotto dell'età legale per farne uso – e quotidiani gli appelli al social, in primo luogo Facebook, seguito da Twitter ed Instagram, perché censurino i sempre più numerosi video.
Diversi psicologi, etologi, giornalisti e personalità di spicco dal mondo dello spettacolo si sono interessati all'avvenimento confrontandosi e dando luogo a stimolanti dibattiti.
Per quanto assolutamente educativi e interessanti siano i loro pareri, ritengo che degni di nota ed attenzione siano le reazioni dei protagonisti, gli adolescenti coinvolti in prima persona in ciò che è stato definito “una sfida al massacro”. Si è parlato e si sta tutt'ora discutendo riguardo quanto sta accadendo, spesso scivolando nell' eccessivo moralismo o nel diseducativo buonismo “ che ci vuoi fare sono ragazzi” quando forse sarebbe necessario non solo limitarsi alla superficialità  del fatto ma compiere un' analisi approfondita dei motivi che spingono a simili comportamenti. 
Le reazioni sul web non si sono fatte attendere e sono ormai decine le nuove nomination, in cui le regole restano immutate, cambia invece il contenuto.
Degna di attenzione è la Raknomination (random act of kindness), dove i partecipanti si sfidano a compiere azioni socialmente utili come aiutare i senzatetto o gli anziani con le borse della spesa; negli ultimi giorni sono comparse anche nomination di stampo decisamente più intellettuale che esortano a condividere opere d’arte o celebri aforismi coinvolgendo altri amici.
La sfida sembra essersi leggermente modificata: l’obbiettivo non consiste più nel superare chi ha nominato ma nel inventarsi una nuova nomination, duellando così a colpi di originalità.


                                 "Raknomination"





                                                                                              Vittoria Grassi
     Link e video: Alessandra Sacchi
Informazioni: Elisa Ciccarese