Visualizzazione post con etichetta Spettacolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spettacolo. Mostra tutti i post

venerdì 4 aprile 2014

Un buon Non Oscar


 


Volendo citare (parafrasandolo) il grande classico Disney "Alice nel Paese delle Meraviglie", eh sì, possiamo dire che per il povero Leonardo Di Caprio la notte del 2 marzo 2014 sia stato un vero e proprio "buon non compleanno", durante il quale ha ricevuto in dono un bel Non-Oscar. Avendo avuto il privilegio di ammirare le interpretazioni di questo eccezionale attore in film attrettanto eccezionali come "The Aviator", "Blood Diamond", "Shutter Island" (per citarne solo alcuni), tutti i fan di Di Caprio (tra i quali mi annovero) aspettavano, nella famosa notte che incorona i "grandi" del cinema, di poter finalmente assistere, dopo anni di trepidante attesa, ad un trionfo del loro eroe per la sua interpretazione nel film di Martin Scorsese "The wolf of Wall Street". Pare che Di Caprio sia affetto dalla cosiddetta "maledizione del Titanic", qui ben esposta dal nostro buon Matthew McConaguey (vincitore dell'Oscar per Miglior Attore Protagonista):
 

Naturalmente, quando ad un grande entusiasmo per un evento segue un'altrettanto grande delusione, il pubblico internettiano si sfoga con battute, frecciatine ecc...e non è stato diverso per il "caso Di Caprio". Qui ne riporto alcuni simpatici esempi tratti da Twitter, il social network sarcastico per eccellenza:




Ah e dimenticavo...Ci sono anche le immagini...molte immagini che popolano il web, ma questa è sicuramente la più straziante:






Leonardo Di Caprio all'annuncio della vittoria di McConaguey, da www.happyblog.com

                             
Francesca Romano


L' "Happy" Pharrel e l'Happyday sono salutari






"un giorno senza sorriso è un giorno perso "
                                            Cit. Charlie Chaplin
Pharrell William sembra aver veramente colto il senso di questa frase nella sua ultima canzone "Happy", che spopola su YouTube con 130 milioni di visualizzazioni. Le novità che hanno aiutato a rendere così famosa Happy sono proprio il suo ritmo e il grande coinvolgimento della gente, improvvisata ballerina.
La felicità sembra aver contagiato tutti, chiunque in periodo di crisi sente il bisogno di aria fresca e spensieratezza. YouTube è intasata di video amatoriali di persone di ogni genere che si scatenano nelle piazze di tutto il mondo. Pharrell diventa anche benefattore invitando, per la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità del 20 marzo istituita dall' ONU, tutti i suoi fan ad attivarsi per costruire un mondo più felice per chiunque e ovunque.  Solamente pubblicando foto, messaggi, video di dance mob e flash mob sui social network e aggiungendo il tag #HAPPYDAY si diventerà parte di questa iniziativa. Sul sito ufficiale è raccolto tutto il materiale che viene mostrato ininterrottamente in video.
Anche Torino si è fatta portavoce della felicità creando un video sullo sfondo del centro della città. La Happy-mania ha contagiato anche moltissime altre città e i flash mob si moltiplicano aiutando a portare aria di cambiamento.



Nella Giornata della Felicità la regola è sorridere. Una ricerca della Stanford University ha dimostrato che sorridere è salutare e se lo si abbinasse all'ascoltare musica anche il cuore ne potrebbe beneficiare. Nel congresso annuale della European Society of Cardiology un gruppo di cardiologi ha mostrato i risultati del loro studio. Sono stati testati 74 pazienti con patologie cardiache suddivisi in tre gruppi. Un gruppo ha fatto solamente degli esercizi, un altro esercizi ed ascoltato musica, l'ultimo ha semplicemente ascoltato musica. Il gruppo che ha mostrato maggiori segnali di miglioramento cardiaco è stato quello in cui ginnastica e musica sono stati uniti.
 Più approfonditamente, Marina Delijanin Ilic, dell'Istituto di Cardiologia dell'università Nis in Serbia, ha detto "la crescita delle funzioni dell’endotelio (il tessuto che riveste i vasi sanguigni) alla quale contribuisce la musica è portata da una produzione di endorfine nel cervello, elemento che a sua volta migliora la salute vascolare. Questa produzione di endorfine è associata a una sensazione di piacere e benessere che interviene in seguito a un’esperienza emotiva piacevole e che rende felice il paziente migliorandone il quadro clinico". Dunque non esiste un particolare genere musicale con  proprietà guaritive, ma l'essenziale è che piaccia.


Happy è una tra le migliori dimostrazioni di come la musica sia capace di motivare le persone e guarirle sia emotivamente che fisicamente. Se questo è il vero potere della musica, allora consiglierei a tutti i professori o ai datori di lavoro con la luna storta di aumentare la dose di canzoni sotto la doccia mattutina.
Facendo un po' un sunto posiamo dire che la musica ci fa sorridere, ci fa muovere e dunque guarisce il nostro corpo e la nostra mente, ma potrebbe mai far rifiorire il nostro portafogli?
Sembra di sì. Una società più felice è anche più ricca, in quanto il benessere psicologico aiuta a risollevare l' economia, infatti si è osservato come una giornata generalmente felice portasse ad un rialzo della borsa mentre la tristezza della collettività portasse al suo crollo.
Take a smile www.riders-online.it

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon interviene alla conferenza in cui è stata istituita la giornata della felicità:

 “C'è bisogno di un nuovo paradigma economico che riconosca la parità tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile. Benessere sociale, economico e ambientale sono indivisibili e insieme costituiscono la felicità globale lorda”.
Economia e felicità non non sono le prime due parole che abbinerei ma in questo modo anche l'ONU, istituendo la Giornata Interazionale della Felicità, ha riconosciuto come scopo fondamentale dell'umanità la ricerca della felicità dunque se siete tristi ascoltate la vostra canzone preferita e iniziate a sorridere.


Beatrice Rossini

mercoledì 26 marzo 2014

SERVILLO:Le voci di dentro gridano al premio

Sull'onda del successo de " La Grande bellezza" di Sorrentino, vincitore del premio Oscar come miglior film , Toni Servillo torna a calcare le scene nei teatri con il capolavoro di  Eduardo De Filippo, la commedia napoletana "Le voci di dentro" interamente recitata in dialetto , in cui lo troviamo regista e protagonista.

 Lo spettacolo, prodotto  dal Piccolo Teatro di Milano, Teatro di Roma e Teatri Uniti, rappresenta l’Italia in occasione dell’Anno della Cultura italiana negli Stati Uniti promosso dal Ministero degli Affari Esteri e concorre al prestigioso premio "Maschere del teatro italiano"  come migliore spettacolo di prosa, migliore regia, migliore attore protagonista, migliore attore non protagonista (Peppe Servillo) e migliore attrice non protagonista (Chiara Baffi).


TRAMA

Siamo catapultati nell' immediato dopoguerra, un periodo di grande sconvolgimento. Gli scontri hanno radicalmente cambiato i rapporti umani, la struttura sociale e la situazione economica di molte famiglie, capovolgendo l'ordine della realtà. In questo ambiente confuso e sottospra, avvolto da un'atmosfera in cui il confine tra il reale e l'onirico si assottiglia fino quasi a svanire, De Filippo approfondisce la sordida coscienza dei suoi personaggi attraverso la vicenda che vede come protagonista Alberto Saporito - interpretato da Toni Servillo- .
 Alberto, paradigma dell'uomo del dopoguerra memore dei tempi felici ma ormai caduto in disgrazia, si mantiene grazie ai resti malridotti dell'attività del padre, apparecchiatore di feste di paese, insieme al fratello - Peppe Servillo, fratello di Toni e vocalist degli Avion Travel - . L'assassinio di un amico per mano di un membro della famiglia dei vicini, i Cimmaruta, sognato da Alberto Saporito, il quale, non riuscendo a distinguere tra realtà e immaginzione , li denuncia alle autorità,  scatena un complesso meccanismo di accuse reciproche e sospetti che coinvolgeranno madri, nonne, zie e nipoti . Nessuno gli accusati infatti esiterà a scaricare la colpa su qualcun altro, per quanto affezionato possa essergli.
Da sin.: Betti Pedrazzi,Chiara Baffi, Gigio Morra, Peppe Servillo e Toni Servillo ne "Le voci di dentro".


RECENSIONE
 
Servillo, con un'abile lavoro di regia, è riuscito ad alleggerire i toni più foschi e drammatici della vicenda  mantenendo tuttavia integro l'originario spirito critico nei confronti della meschinità umana, grazie anche al saldo sostegno del cast.
La recitazione spontanea e realistica degli attori e la straordinaria presenza scenica dei protagonisti- in particolare Toni e Peppe-  riescono ad immergere lo spettatore in un mondo parallelo ma vicino, regalandogli due ore di completo distacco dalla realtà, un momento di riflessione ma anche di grandi risate, data l'enorme quantità di equivoci ed esilaranti dispetti che hanno luogo nel corso della storia.
Peppe e Toni Servillo interpretano Carlo e Alberto Saporito ne " Le voci di dentro ".

L'impressione che si ha durante lo spettacolo è quella di vedere in azione  il peggior lato della nostra personalità ; tutto lo smarrimento, la confusione e la cattiveria che abbiamo in noi e rimanerne nel contempo disgustati  e divertiti , tanto è grottesco e ridicolo lo spettacolo che ci si para dinanzi.
Risulta impossibile non immedesimarsi.

Dichiara a proposito Toni Servillo : " Ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio-uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda, perché siamo tutti vittime, travolte dall'indifferenza, di un altro dopoguerra morale."


CAST

Chiara Baffi ( Maria, cameriera)
Betti Pedrazzi ( Rosa Cimmaruta)
Marcello Romolo ( Michele, portiere)
Peppe Servillo ( Carlo saporito)
Toni Servillo ( Alberto Saporito)
Gigio Morra ( Pasquale Cimmaruta)
Lucia Mandarini (Matilde Cimmaruta, sua moglie)
Vincenzo Nemolato (Luigi Cimmaruta)
Marianna Robustelli ( Elvira Cimmaruta)
Antonello  Cossia ( Un brigadiere)
Daghi Rondanini (Zi'Nicola)
Rocco Giordano (Capa d' Angelo)
Maria Angela Robustelli ( Teresa Amitrano)
Francesco Paglino ( Aniello Amitrano)

ESTRATTO DELLO SPETTACOLO

                                     
                                 
  Date della tournée
                                                                         
Di Federica Giuliano









venerdì 21 marzo 2014

E fu sera e fu mattina, film autoprodotto girato nelle langhe

"Cosa faresti se sapessi quanti giorni ti separano dalla fine?" Questo è ciò che chiede Emanuele Caruso con una pellicola lontana dalle prassi del linguaggio commerciale.

Locandina del film http://www.efuseraefumattina.it

Consuetudine dei membri della troupe dire qualche parola prima di ogni proiezione davanti al pubblico incuriosito in sala, mostrando gli ostacoli che si sono presentati nel realizzare un lungometraggio in Italia, trovare fondi, portarlo nelle sale: Caruso, con un budget di appena 70.000 euro e due mesi di ripresa, è riuscito con "E fu sera e fu mattina" a concretizzare un progetto che farà molto parlare e, grazie al passa parola, già evento mediatico.

Si abbassano le luci.


Aria allegra si può respirare nel tranquillo paesino di Avila che regna in cima ad una verde collina delle Langhe. Si sta celebrando in piazza come ogni anno la festa di Sant’Eurosia, patrona dei frutti della terra. Ma al bar del borgo è successo qualcosa. Avila e le due 2.000 anime restano pietrificati davanti all'eccezionale notizia diffusa per televisione. Un fatto inaspettato che sconvolgerà la quotidianità, i legami, l'esistenza degli abitanti nel bene e nel male.

Un film che fa riflettere


"Quali sono le cose che contano davvero nella nostra vita? Che senso ha il nostro lavoro, il nostro correre? Di cosa vivono i rapporti e le relazioni che cuciamo con gli altri? Come sono questi rapporti quando vengono spogliati di tutta quella superficialità di cui spesso vivono? Queste sono le domande che alimentano il film a cui abbiamo pensato, raccontando una storia originale e inaspettata ambientata nei nostri giorni.". 

49 giorni. 49 caselle di un calendario improvvisato su un muro che devono essere riempite.  In una Genesi rovesciata dove non viene narrata la nascita del mondo ma la sua morte, non ci si può permettere di sprecare ogni singola goccia di tempo. Scandito dal "ritmo della vita", questo viaggio nel baratro dei rapporti umani scossi di fronte a un interrogativo non di poca importanza, è una parentesi nostalgica dove l'esistenza, per 120 minuti, si ferma e ci mette davanti ad uno specchio. Paradossalmente più ci si avvicina alla fine più si comincia a vivere.

Ludovico Bossi


      




lunedì 8 aprile 2013

1813-2013: Lizzie ha duecento anni ma non li dimostra


Sono passati duecento anni dalla prima edizione di “Orgoglio e pregiudizio” ma questo romanzo di Jane Austen è ancora capace di suscitare desideri e speranze nelle lettrici, che vorrebbero vivere una storia come quella di Elizabeth Bennet. Non ci troviamo davanti ad una banale e sdolcinata relazione sentimentale: nessuno dei due protagonisti infatti è disposto a cedere senza combattere e intende farsi valere. Darcy ed Elizabeth sono due personalità forti, che non rinunciano alla propria identità e non si lasciano sopraffare dal sentimento: Lizzie alla fine è in grado di vincere l’orgoglio e di comprendere a fondo le ragioni di Darcy, che a sua volta impara a superare pregiudizi e distanze. Entrambi, alla fine, trovano il coraggio di abbandonarsi all’amore mantenendo la propria personalità ed indipendenza.
La lezione di Lizzie è ancora molto attuale, poiché viviamo in un mondo follemente narcisista in cui le relazioni sono tanto facili quanto superficiali e nessuno sembra davvero prendersi cura di chi gli vive vicino. Darcy è un personaggio molto apprezzato dalle ragazze proprio perché dimostra di tenere davvero ad Elizabeth, la mette al centro della sua vita e lotta per conquistarla. Nel frattempo riesce a fare del bene ad altre persone non perché desidera l’approvazione altrui, ma perché intende migliorarsi e diventare degno della stima della donna di cui si sta innamorando.

Dal romanzo della Austen sono state tratte varie versioni cinematografiche, dalla prima nel 1940 in bianco e nero, con il grande attore Laurence Olivier nel ruolo di Darcy, all’ultimo film del 2005 (“Pride & Prejudice”, del  regista Joe Wright) che ha riscosso un grande successo di pubblico anche per la presenza di attori famosi come Keira Knightley e Matthew Macfadyen e per la colonna sonora accattivante, ispirata alla musica di Beethoven.
Dai  commenti che si possono trovare su internet riguardo al romanzo e al film appare evidente che la storia di Elizabeth e Darcy appassiona ancora specialmente le ragazze, che vedono nella protagonista femminile un modello di auto-affermazione e di realizzazione personale. Lizzie è un personaggio moderno sia rispetto alle donne della sua epoca sia rispetto alle sue pronipoti attuali, che per la verità talvolta sembrano più fragili e meno determinate di lei, ma cercano nelle relazioni sentimentali rispetto e parità e, come lei, non sono più disposte a rimanere nel silenzio e subordinate. 


                                                                                                                        Maria Fresta


L’importanza delle colonne sonore


Chiudete gli occhi e immaginate per un momento la scena più importante del vostro film preferito,  immaginatela però senza l’accompagnamento della consueta colonna sonora. Vi sembra possibile?
 La colonna sonora, per definizione, è il suono di un'opera composta da immagini e da suoni ad esempio un film, un telefilm, considerato come contenuti, cioè l'insieme della voce, della musica e dei rumori. In un'accezione più ristretta la colonna sonora è soltanto la musica di un'opera composta da immagini e da suono. In realtà essa è molto di più: è quella musica o componimento che rende magica una scena di un film o telefilm, è la canzone che ti rimarrà nel cuore e che ti farà emozionare più e più volte e come le fondamenta sostengono una casa, lei sostiene l’intera opera.
La più famosa e celebre colonna sonora è ovviamente “My heart will go on”, cantata da Celine Dion, nel film Titanic, la sua meravigliosa voce e la struggente canzone sono la cornice perfetta per la magica scena in cui Rose e Jack restano soli sulla prua della nave, questa canzone infatti dona al momento intimità, dolcezza e delicatezza oscurata da un velo sottile di malinconia che rende il tutto semplicemente unico e lascia lo spettatore letteralmente a bocca aperta; come dimenticare poi la colonna sonora di Pirati dei Caraibi composta da Klaus Badelt , essa è intrigante e spudorata ma in grado di affascinare intere generazioni. Questi sono solo due dei moltissimi esempi che potrei farvi; come avete notato esse riportano alla mente intere scene di un film o serie televisiva e sono in grado di farvi rivivere emozioni intense ogni volta che le ascoltate.
Molto importanti sono inoltre le colonne sonore inserite nei trailer, esse hanno il compito di affascinare, di interessare e di stupire lo spettatore, in modo che questi abbia voglia di andare a vedere il film, proprio come un assaggio di un dolce ha il compito di indurti a ordinarlo. Alcune volte però capita che il trailer affascini e stupisca lo spettatore più del film stesso e questo non è certamente un bene per colui che paga il biglietto, ma rimarca ancora una volta l’importanza e l’essenzialità della colonna sonora che come vi ho mostrato è quasi come la portata principale di un ristornante, quando essa manca la catastrofe è assicurata.


Virginia Todarello

                                                                                                       
                                                                                               

domenica 7 aprile 2013

Jovannotti in Tour


“Una festa di compleanno con montagne russe” è così che Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, definisce il suo prossimo tour: Backup 1987-2012. Il tour si articolerà in 13 date dal 7 giugno in poi toccando tutte le maggiori città italiane.
“Sarà una grande serata di divertimento e molto ballabile. Non ho mai fatto gli stadi, ci ho suonato ma mai in un tour intero. Sto lavorando ad una trentina di pezzi, considerando che sarà una sorta di Best Of di tutta la mia produzione e non farò dei medley”.
Lorenzo è entusiata di calvalcare l’onda dance che sta attraversando tutto il mondo musicale, affiancato dai suoi amici che vedremo come ospiti nel suo tour (Benny Benassi, Cesare Cremonini Cile e i Tre Allegri Ragazzi Morti).





di Alessandra Speziali

sabato 6 aprile 2013

Gli oscar: l’evento più amato


Premio Oscar, che brivido! 
Ogni anno gli amanti del cinema, ma anche del divismo e del glamour, aspettano di vederne le riprese in televisione. Lo sapevate che si chiama in realtà Academy Award, ovvero “premio dell’Accademia”?
Le leggende sull’origine del famoso soprannome si sprecano. La più accreditata vuole che il nome Oscar per la statuetta si debba a Margaret Herrick, giovane bibliotecaria dell'Academy. Le ricordava nelle fattezze suo zio Oscar.
Il premio fu istituito nel 1929, che era anche l’anno della Grande Depressione.
Volete sapere come funziona la votazione?
Avviene in due distinte fasi: nella prima trance, ognuno dei membri dell'Academy vota per il proprio settore di specializzazione, il titolo che raggiunge il 5% delle preferenze entra nella cinquina fortunata delle nomination. Nella seconda trance, invece, ogni giurato vota via posta prioritaria.
In tutta la storia del premio, non si contano aneddoti e curiosità.
Eccone alcune:
I film di maggior successo nella storia degli Oscar sono Ben Hur, Titanic e Il Signore degli Anelli. Ognuno di loro si è aggiudicato 11 statuette..
Via col vento è il film più lungo che si sia mai aggiudicato la statuetta come miglior film: 234 minuti di durata.
I film con più nomination sono stati Titanic e Eva contro Eva: 14 candidature a testa
I film dal cast più celebrato sono invece Un tram che si chiama desiderio e Quinto potere: 3 statuette agli attori.
Meryl Streep è l'attrice più volte nominata: ben 17 candidature e 2 statuette. Katharine Hepburn, invece,l'attrice più premiata: 4 statuette (Sul lago dorato, Il leone d'inverno, Indovina chi viene a cena, Gloria del mattino)
Il più giovane attore a vincere un Oscar è stato Adrien Body a 29 anni per Il pianista. Il più anziano invece il 76enne Henry Fonda per Sul lago dorato.
La più giovane attrice a vincere una statuetta è stata finora Tatum O'Neal: a soli 10 anni ha ritirato l'Oscar come miglior attrice non protagonista per Paper Moon.
La categoria Miglior Film straniero è stata introdotta solo nel 1958. Il primo a vincere fu La strada di Fellini. Questo premio ha portato fortuna all’Italia. Infatti il nostro è il Paese ad aver vinto più Oscar per il miglior film straniero è l'Italia: ben 10 statuette, la più recente per La vita è bella di Benigni.
Lo sceneggiatore più volte nominato è Woody Allen, con 14 candidature e 2 premi vinti. Segue a ruota Billy Wilder con 12 nominations ma 3 statuette conquistate. L’arte di sapere essere comici è quindi molto apprezzata e molto premiata.
Altri particolari divertenti?
Se si guardano i risultati finora raggiunti si vede che, per vincere invece l'Oscar come miglior regista, devi essere bianco, maschio e sopra i 46 anni. Leggi della statistica: solo una donna può fregiarsi del titolo di miglior regista, Kathryn Bigelow (The Hurt Locker).
Qualche dettaglio più materiale adesso:
Un Oscar pesa poco più di 3 kg ed è alto 34 centimetri, l'equivalente di due pacchi di farina.
A causa della mancanza di metallo, durante la Seconda Guerra mondiale le statuette furono fatte in gesso dipinto.
Lo scorso anno, al party dopo Oscar si sono consumate 1200 bottiglie di champagne, 1000 aragoste, 1200 ostriche Kumamoto e 18 kg di caviale. Alla faccia della crisi economica!
Finiamo questa carrellata di curiosità citando uno studio bizzarro condotto nel 2001 dal dipartimento di medicina interna statunitense: gli attori pluripremiati agli Oscar vivono in media sei anni più di coloro che, nominati più di una volta, sono ritornati a casa a mani vuota.
Siamo stati abbastanza esaustivi? Vi abbiamo invogliato ad accendere il televisore fra un anno, alla prossima cerimonia? Speriamo di sì. Può darsi che i più critici penseranno che l’Oscar sia solo l’espressione più famosa dell’impero di celluloide del cinema americano, ma non trovate che sia affascinante?


    Di Isaia Lara Aurelie

venerdì 5 aprile 2013

Il lato positivo, una sorpresa


Titolo originale Silver Linings Playbook, è un film che ha puntato sulla qualità della sceneggiatura e sulla profondità carismatica degli interpreti.
E’ la grande rivelazione al botteghino del mese, costato circa 21 milioni di dollari ha incassato 123 milioni negli Stati Uniti e in Italia sta avendo ottimi risultati.
Il protagonista Pat Solitano interpretato da Bradley Cooper non ha più nulla della sua vita perfetta: la splendida moglie, la sua casa e il suo lavoro come professore. Dopo aver passato otto mesi in un istituto psichiatrico poiché affetto da psicosi maniaco-depressiva, torna a vivere con i genitori, interpretati da Robert De Niro e Jacki Weaver. Pat deve riallacciare il rapporto col padre che non ha mai ben saputo come approcciarsi con lui. È determinato a ricostruire la sua vita e riconquistare la moglie. Pat fa la conoscenza di Tiffany, interpretata dall’attrice Jennifer Lawrence, una misteriosa e stravagante giovane donna e il suo appena ritrovato equilibrio sembra destabilizzarsi; Tiffany si offre di aiutare Pat a riconquistare la moglie, ma solo se lui la ricambierà con un favore molto importante per lei in cambio, ovvero partecipare con lei ad una gara di ballo.
Il film ha ricevuto otto nomination agli Oscar tra cui miglior film e ottenuto il premio per Miglior attrice protagonista a Jennifer Lawrence. La storia emana davvero il lato positivo del titolo; Pat ha una fragile emotività che si trasforma in un impeto violento quando assiste al tradimento della moglie, mentre Tiffany vedova dopo tre anni di matrimonio in conseguenza della perdita del marito diventa ossessionata dal sesso. I due protagonisti risultano incompresi dalla società in cui vivono e anche dalle persone loro vicine, inconsciamente si confortano e si comprendono pur non andando inizialmente d’accordo perché apparentemente incompatibili.






di Francesca Bono

mercoledì 3 aprile 2013

Jennifer Lawrence: La ragazza in fiamme


A chi non avesse letto The Hunger Games o quantomeno visto l'adattamento cinematografico, questo soprannome potrebbe sembrare alquanto strano ma, approfondendo meglio la vita di questa giovane e talentuosa attrice, si scopre che le calza a pennello. La 22enne statunitense ha incominciato la sua carriera debuttando nello show televisivo "The Bill Engvall Show" e, come una scintilla che dà origine ad un incendio, è arrivata ai vertici del successo proprio quest'anno ricevendo il premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista e il Golden Globe grazie alla sua interpretazione nella commedia "Il Lato Positivo".
Nasce e cresce nel Kentucky insieme ai suoi genitori e ai suoi due fratelli fino all'età di 14 anni, quando convince la sua famiglia ad investire sulla sua carriera attoriale e a cercare un agente a New York. Dopo poco tempo inizia a comparire in alcuni episodi di celebri telefilm americani fino ad avere un ruolo fisso nel già citato show  "The Bill Engvall Show".
Nel 2010 riceve la sua prima candidatura all'Oscar per l' interpretazione nel film "Un gelido inverno" ma è  nel 2012 che ottiene la parte che l'aiuterà a diventare una delle più note giovani attrici del momento: è Katniss Everdeen, protagonista del best seller The Hunger Games della scrittrice Suzanne Collins. Nonostante inizialmente i fan del libro fossero scettici riguardo la scelta della protagonista del film, la Lawrence porta sullo schermo un personaggio degno di esaudire i desideri  degli spettatori e di convincere critici ed esperti di cinema della sua bravura e soprattutto a garantirle il rinnovo del contratto anche per gli altri 2/3 film sempre ispirati alla serie di libri della saga di Hunger Games.
Ragazza dalla corporatura normale, ha suscitato disapprovazione da parte di alcuni per la sua passione per il mangiare e per aver dichiarato che non sarebbe mai dimagrita per interpretare un personaggio: in occasione dell'uscita del primo capitolo della saga cinematografica ispirata alle opere di Suzanne Collins aveva infatti dichiarato di non voler essere troppo magra perché sapeva che un personaggio come quello da lei interpretato era facilmente soggetto a diventare un punto di riferimento per molte ragazzine che avrebbero iniziato a fare diete improponibili per assomigliare alla loro eroina. Nonostante ad alcuni non piaccia per la sua semplicità, è proprio questa ad averle procurato una moltitudine di fan in tutto il mondo, perché dà l'idea di essere la simpatica ragazza della porta accanto, sempre pronta a dire la sua e a farsi una bella mangiata. 


Monica Ianiro

venerdì 29 marzo 2013

Il Boom del Cinema e del Trailer

Se si volesse dire in poche parole che cos'è un trailer si potrebbe dire che “è un filmato di breve durata che ha lo scopo di promuovere un film di prossima uscita”. Nell'ultimo decennio la sua importanza è aumentata progressivamente anche grazie alla grande diffusione e produzione delle pellicole cinematografiche.
Ormai all'anno escono all'incirca 100/200 film, il che vuol dire che in media escono dagli 8 ai 16 film al mese (ma ci sono anni nei quali la produzione mensile arriva a toccare i 20/25 film in uscita) e ognuno di essi necessita la giusta pubblicità per ottenere “audience”. Si può quindi arrivare a pensare che il trailer o il teaser (un tipo particolare di trailer che mostra frammenti di film presi singolarmente e non montati con musica ed effetti e che mira a mostrare le sequenze di gran effetto) o qualsiasi altro tipo di pubblicità legata al promozione di una pellicola sia uno dei mezzi usati dai registi e dai produttori per vincere la gara di chi guadagna maggiormente.
Dato che ormai se un film nella prima settimana di produzione non incassa abbastanza viene giudicato una pessima produzione tutti tentano attraverso effetti speciali, colonne sonore strappalacrime e montaggi sempre più azzardati e veloci di attirare l'attenzione del pubblico.
Grazie a questa corsa al guadagno la produzione di trailer ha subito un boom stupefacente. Adesso è fondamentale che il lavoro di montaggio sia impeccabile e che le scene scelte siano giuste e che riescano a dare un'idea a grandi linee della trama senza però svelare alcuni particolari che andranno poi scoperti nel film. Un ruolo molto importante al suo interno è svolto dalla colonna sonora che può essere presa dal film oppure può essere inedita, ma in genere viene scelta musica conosciuta che appena sentita possa riportare con il pensiero al film.
Il trailer è ormai così diffuso che esistono programmi televisivi nei quali vengo riprodotti 24 su 24 trailer e siti sempre aggiornati sui nuovi trailer. Un esempio di tutti e due i casi è Coming Soon un sito dedicato al cinema, ai trailer e non solo, ma anche un programma TV nel quale è possibile vedere non solo i trailer dei film di prossima uscita, ma anche di film già usciti con i loro backstage, il gossip riguardante il caste e varie curiosità. 
 http://www.comingsoon.it/

Il trailer di Espiazione di Joe Wright è davvero ben riuscito anche grazie alla colonna sonora di Dario Marianelli vincitrice di un premio Oscar.






di Maria Alexandra Craciun