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venerdì 4 aprile 2014

TUTTOSALONEDELLIBRO SU BOOKBLOG

"Logo Bookblog da http://bookblog.salonelibro.it"
Quest’anno noi studenti del Liceo Vittorio Alfieri, insieme a quelli delle altre scuole torinesi saremo presenti al Salone del Libro di Torino per raccontarne in diretta gli avvenimenti dal nostro punto di vista. Potrete seguirci sul blog ” BookBlog " dove vi stupiremo con le nostre interviste e materiali multimediali. Il blog che sta per festeggiare il suo quinto compleanno é composto da una redazione di circa 80 studenti, tutti rigorosamente teenager e si articola in diversi canali. Ci sono le "Cronache letterarie sulle più importanti manifestazioni culturali e i "Progetti speciali" dedicati alle scuole per promuovere la lettura. Quest'anno é al via il progetto "Potere alla Parola", che mira a sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza contro le donne, di cui potrete leggere le recensioni e il progetto "Adotta uno scrittore" che include 28 scrittori adottati da altrettante scuole piemontesi da febbraio a maggio. Non saremo soli perché avremo la collaborazione dei giornalisti di La Stampa. Ci saranno  riunioni di redazione sotto la guida proprio di uno di loro che selezionerà alcuni dei nostri articolipiù  belli per pubblicati anche sul noto quotidiano torinese. Ci saranno molti argomenti interessanti non solo dedicati al Salone ma anche a Portici di Carta e al Festival della rivista Internazionale di Ferrara. Seguiteci e "potrete toccare con mano" tutto ciò che accadrà prima, durante e dopo il Salone. Vi aspettiamo!
Ludovica Sabato

Torino balla sulle note del jazz

“E suonavamo il ragtime,perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede” cit. "Novecento" di Alessandro Baricco

Ritmo travolgente, frizzante, capace di trasportare chiunque ne ascolti anche solo qualche nota fuori dal mondo, in una dimensione onirica, indietro nel tempo.



Una fusione di culture, stile e usanze. Nasce in America, si diffonde sempre più rapidamente catturando milioni di persone in tutto il mondo. Ogni popolo ci mette del suo, ogni brano narra una storia, un pensiero, un’idea e in tal modo supera le barriere culturali, linguistiche, religiose, rendendosi così portatore di pace e voglia di divertirsi, sognare.
Il jazz. Una musica indefinibile e, in questa società che non ha mai tempo di fermarsi un attimo per viaggiare con la mente in altri luoghi e tempi, ingiustamente poco conosciuta e apprezzata.
Il jazz. Questa melodia che ora viene considerata dall’UNESCO un patrimonio dell’umanità, tanto da indire in onore di essa una giornata di festa internazionale il 30 aprile, verrà anche celebrata con una serie di eventi nella città di Torino, dal 25 aprile al 1 maggio 2014.


Locandina del festival 

Il capoluogo torinese infatti quest’anno ospiterà il terzo Jazz Festival , organizzato dal direttore artistico Stefano Zenni, che vedrà riunirsi per sette giorni i più grandi musicisti provenienti da tutto il mondo, pronti con le loro voci o con i loro strumenti a far danzare sulle note della loro musica le numerosissime persone che sono previste per l’evento.
Si parte con Il jazz della Liberazione, il primo giorno del festival, che terminerà con il concerto gratuito in Piazza Castello, nel quale si esibiranno star come Diane Schuur , Al Di Meola e Manu Dibango – grande sax africano-. Numerosi saranno anche gli appuntamenti a teatro, come quello in onore del settantesimo compleanno di Gianluigi Trovesi, al Carignano, con un ospite d'eccezione quale Umberto Eco. Questi saranno affiancati da proiezioni di film e documentari in diversi luoghi del capoluogo piemontese.
Nei concerti a pagamento si esibiranno star celeberrime come Dave Holland - grandissimo contrabbassista-, che suoneranno in numerosi e pittoreschi locali del centro città.
Sarà come tornare indietro nel tempo, la città si tingerà di bianco e di nero, simile ad un vecchio film muto e un’atmosfera onirica avvolgerà ogni luogo di una Torino che ballerà per sette giorni sulle note della musica di Dio.

                                   
                                                                                                                           
Marta Blanchietti
Alexandra Craciun

giovedì 3 aprile 2014

SERMIG: cinquant’anni di pace, speranza e fratellanza



video mostrante storia e dati del Sermig (da https://www.youtube.com/watch?v=mHowNT8QIIM)

il "sasso della compassione", all'entrata del Sermig
(da http://www.sermig.org/arsenali-live/120-torino/12941-la-goccia-e-il-sasso)
Una goccia che scava continuamente una roccia che appare infatti incurvata: è questo il primo scenario che si scorge entrando nell’Arsenale della Pace, nel quartiere Borgo Dora a Torino.  É infatti la rappresentazione  del simbolo che incita a ricordare che solo con una ferrea volontà si possono conseguire obiettivi altrimenti impossibili, medesimo valore su cui si fonda lo spirito del SERMIG  –SERvizio MISsionario Giovani-. 
Ernesto Olivero fonda quest’ultimo nel 1964 a Torino insieme a molti altri giovani, spinti dal desiderio comune di sconfiggere la violenza, la fame e la discriminazione con opere di giustizia e di solidarietà verso i più poveri. Ancora oggi, dopo cinquant'anni di una storia sedimentata nella pace e nella fede, è la stessa speranza che spinge volontari, ragazzi, adulti e figure religiose a contribuire alle numerose attività che esso svolge. 
Nel 1983, il gruppo Sermig trova la sede ideale per i loro incontri: un’antica fabbrica di armi, poco lontana dal centro di Torino, per anni abbandonata e in condizioni di manutenzione ormai pessime. Giovani di tutta Italia si riuniscono in quel luogo per pulire e ricostruire, realizzando così l’Arsenale della Pace,  luogo prima dedicato alla costruzione di armi da  guerra, oggi alla vita e al desiderio di riscatto. È infatti diventato una casa di accoglienza per i poveri offrendo rifugio per la notte, pasti, cure sanitarie, sostegno a persone che vogliono cambiare la loro vita. È inoltre una casa di formazione per i giovani, grazie alla presenza dell’Università del Dialogo per l'educazione alla convivenza tra culture e alla pace, della scuola per artigiani restauratori e del laboratorio del suono, che coinvolge bambini, ragazzi e adulti nella "Orchestra della pace".   



                     il brano "Gloria del Basso della terra", testo di Ernesto Olivero e musica di Mauro Tabasso
                                                             eseguito dall'orchestra del laboratorio del suono
                                                        (da https://www.youtube.com/watch?v=xl3KpPCHMSE)
                                                                                      
Nel 1996 viene aperta una sede nel Brasile per aiutare la popolazione bisognosa di San Paolo e otto anni dopo viene fondato un altro centro in Giordania.
Per numerose volte l'Arsenale della Pace ha avuto l'occasione di ospitare incontri con personaggi molto influenti come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il musicista Ramin Bahrami, l'illusionista Arturo Brachetti, il portiere della nazionale italiana di calcio Gigi Buffon, l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, i giornalisti Massimo Gramellini e Mario Calabresi , il romanziere Alessandro D'Avenia.
Il Sermig festeggia quest'anno i suo cinquant'anni con diversi incontri nel cuore del quartiere multietnico di Torino, in un arsenale rinato con intenti opposti, frequentato e vissuto da più di trecentomila persone  l'anno, considerato una grande fonte di pace, che alimenta gli animi di italiani e stranieri, testimoni e porta voci di un messaggio basato sulla speranza, tolleranza, fratellanza, rispetto e solidarietà.    

                                                                                                                                                            Giulia Bigliani