Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post

venerdì 4 aprile 2014

I protagonisti indiscussi del web

Solo nel 2013 sono stati venduti in tutto il mondo circa un miliardo di smartphone, più di uno, cioè, per ogni abitante dell'Europa. Possedere uno smartphone non significa semplicemente avere tra le mani un efficace mezzo di comunicazione, ma un piccolo gioiello tecnologico che con un solo click permette di essere in rete e comunicare con chiunque, condividere ogni momento, assistere in diretta alla vita degli altri, seguire il proprio attore preferito…  Si potrebbe definire la nascita e la successiva diffusione degli smartphone come una rivoluzione globale che ha comportato conseguenze non trascurabili.

Nel 2014 non ci si fa una foto, ma un selfie.
Non si sfoglia il giornale,  ma si apre un qualsiasi social network
Non si apre la buca delle lettere, ma la casella email.
Non si cerca disperatamente una cabina telefonica, ma una presa di elettricità
Non si mandano cartoline, ma si condividono foto su Instagram
Non si scambiano gli indirizzi, ma i contatti Whatsapp
Non si legge un libro, ma l'ebook
Non si partecipa ai comizi elettorali, ma si seguono i politici su Twitter

L'elenco potrebbe proseguire ancora a lungo e probabilmente non sarebbe mai completo visto che il mondo digitale è in continua evoluzione.
Artefici di questa contagiosa trasformazione di usi e costumi sono sempre più i giovani
cosiddetti "nativi digitali", perché abituati fin dall' infanzia a confrontarsi con le nuove tecnologie, che adattano ogni tendenza all' ambiente virtuale creandone così sempre di nuove.
 Per citarne alcune, le nominations non sono altro che una rimodernizzazione delle mai troppo viste "Catene di Sant' Antonio" che minacciavano di tremende sventure chi avesse deciso di interromperle, i tanto osannati fashion bloggers solo giovani nullafacenti a cui va attribuito il grande merito di aver compreso che i giornali di moda erano ormai obsoleti, molto meglio crearsi un personaggio in carne ed ossa, una vera icona di stile alla portata di tutti che dispensasse utili consigli di outfits alle fashion victims in crisi d'identità, gli agghiaccianti video di violenza tra ragazzi frutto di un bisogno impellente di documentare fatti realmente accaduti per poterne dimostrare la veridicità senza incappare in opinioni contrastati.
Violenza senza filtri  Alessandra Sacchi
Etica? No grazie, solo estetica      Elisa Ciccarese
Nomination, una tendenza contagiosa      Vittoria Grassi


Violenza senza filtri - Le risse tra ragazzi come veicolo di popolarità



"Che ansia, vi picchiate o no?", dice una voce fuori campo nel video amatoriale girato appunto da un telefonino, poco prima che altre voci si aggiungano incitando alla rissa. Sono le riprese del giorno in cui la ragazza ormai nota come "La Giovii" ha picchiato violentemente una rivale in amore, dando vita così alla miriade di leggende e pettegolezzi che per settimane ha sommerso il web. La notizia del filmato caricato su Facebook non ha fatto in tempo a diffondersi che centinaia, forse migliaia, di ragazzi desiderosi di mostrare agli altri iscritti al social network la loro attenzione agli avvenimenti mondani avevano già condiviso sul proprio profilo pubblico lo stesso video, con annessi commenti sdegnati e sbalorditi. Proprio per questo, poco dopo l'accaduto, la protagonista della vicenda si è vantata così sul suo profilo di Facebook (https://www.facebook.com/la.giovii.3?fref=ts): "Grazie a voi, ora so che significa essere famosi".

"Hanno picchiato selvaggiamente, spogliato e rapinato della catenina una coetanea, accusandola di una relazione con l’ex fidanzato di una di loro. Per questo due ragazzine di 14 e 15 anni sono state arrestate nei giorni scorsi dai carabinieri e poste in comunità. Sono accusate di violenza sessuale, lesioni, violenza privata e rapina. L’episodio è avvenuto alla fine di ottobre nel parcheggio del centro commerciale Le Gru, di Grugliasco, città dove aguzzine e vittima frequentano le scuole superiori." (da La Stampa del 07\01\2014)
Il testo riportato è una parte dell'articolo che nei giorni successivi alla prorompente diffusione della notizia è stato condiviso e twittato da migliaia di ragazzi, in particolare quelli dei paesi e delle città circostanti il luogo dell'accaduto.

Questi non sono che due degli episodi in cui vicende di violenza che riguardano i coetanei entrano a far parte del circolo vizioso della web-popolarità dei teenager. Chi si fa portavoce della notizia è solitamente in cerca di gloria e popolarità, esibisce uno spirito mondano, sfodera la propria sensibilità e il proprio senso di giustizia, contendendosi con gli amici ingordi di attenzioni il commento o l'insulto più originale e traboccante di spirito compassionevole e di grande umanità. All'orrore dell'azione in sè, si aggiunge quello che riguarda chi, come primo impulso di fronte a una delle scene prima descritte, estrae di tasca il telefonino alla ricerca video e foto esclusivi e chi ricava like e follower sulle spalle di una ragazzina picchiata, di un bambino bullizzato o di delle mille persone vittime di violenza, che della fama e della finta compassione sicuramente non hanno bisogno.

Alessandra Sacchi

Foto e video: Elisa Ciccarese
Info: Vittoria Grassi